Crea sito

Chi e' Giuseppe Militello

Nato a Castronovo di Sicilia il 01/01/1968 è un appassionato di Storia locale e più specifica la Storia della sua amata Città: Castronovo di Sicilia.

Ha effettuato diverse ricerche storiche tra cui alcune ancora inedite.

Le sue pubblicazioni sono:

"Così lo ricorda la gente - Fra Vitale Lino 1868-1960" - Ed. Tip.Italgrafica - Palermo - Dicembre 1985

"Notizie Storiche sulla Banda Musicale di Castronovo di Sicilia" - Patrocinato dall'Amministrazione Comunale di Castronovo di Sicilia - Ed. Tip. Siculgrafica - S. Giovanni Gemini (Ag)  - Marzo 2004

"Vitale da Castronovo 919-994 (La Storia del Santo Abate costruttore) - Patrocinato dall'Amministrazione Comunale di Castronovo di Sicilia - Ed. Tip. Siculgrafica - S. Giovanni Gemini (Ag)  - Marzo 2007

Un'ulteriore pubblicazione è in preparazione. Riguarderà la Toponomastica della Città di Castronovo di Sicilia.

 

COSI LO RICORDA LA GENTE...

Fra Vitale, al secolo Francesco Lino (figlio di Vitale e Petronilla), nacque il 13 settembre 1868 a Castronovo (fu battezzato dal Cappellano Sacramentale Don Domenico Nocera).
Durante la fanciullezza, prima e dopo il lavoro, ed oltre, nel tempo disponibile, era solito appartarsi in preghiera presso la Chiesa di San Vitale, sulla montagna.
A diciotto anni entrò nel convento francescano di Palermo con la lettera di presentazione dell’arciprete Traina.
Sul terminare del 1891 l’arcivescovo di Palermo, Cardinale Celesia, lo riteneva predisposto per l’ordinazione sacerdotale, ma con l’assunzione dell’abito cappuccino nel giorno dell’Immacolata (8 dicembre 1891) iniziò per lui il periodo da novizio a Caccamo (dove rimarrà fino al 1906): alla fine del 1892 prese i voti semplici ed alla fine del 1895 fece la professione di adesione alla regola.
Sino al 1914, anno in cui fu trasferito stabilmente a Castronovo, stette in vari conventi per diversi periodi (Salemi, Caccamo, Sutera, Castronovo).
Nel convento del paese natio fu custode della dispensa e questuante, viene inoltre ricordato molto incline alla pia pratica della preghiera.
Sin d’allora s’impegnò affinché quella sede venisse restaurata: la sua iniziativa di sensibilizzazione permise di concludere quest’opera nel 1932.
Nel 1951 si recò a Roma con altri confratelli in occasione della canonizzazione del francescano sant’Ignazio di Laconi (1701-81).
La figura di fra Vitale era avvolta da un alone di santità grazie alla sua capacità di operare prodigiosamente e di inserirsi nelle vicissitudini umane e darvi una soluzione: utilizzava come “farmaco” la “pulisicchia”, ossia dei santini (della Madonna o di san Francesco d’Assisi), al cui dono per il soggetto bisognoso accompagnava delle preghiere.
In seguito a questa lodevole attività si guadagnò una fama di taumaturgo; in diversi casi intervenne con successo in favore di chi aveva problemi vari: con la salute personale, con la campagna, con le bestie, etc.
Si spense il 13 febbraio 1960 a Palermo nell'infermeria del convento dei cappuccini.
La salma fu tumulata a Palermo nel cimitero dei cappuccini, nel 1986 fu traslata in quello di Castronovo, ed infine nel 2000 vi è stata la traslazione nei locali del convento castronovese.
Il sarcofago che conserva i resti di Fra Vitale è stato voluto dai castronovesi in marmo giallo del Kassar, proprio a simboleggiare quasi un abbraccio eterno del marmo castronovese al fraticello che tanto amò questa Città.

NOTIZIE STORICHE SULLA BANDA MUSICALE DI CASTRONOVO DI SICILIA

 

Le prime notizie che testimoniano la presenza di musicanti a Castronovo di Sicilia risultano nella cronaca del 1713 in occasione dei festeggiamenti per l'incoronazione di Vittorio Amedeo di Savoia Re di Sicilia avvenuta nei giorni 10 - 11 e 12 novembre 1713 a Castronovo di Sicilia. In quell'anno Castronovo di Sicilia risultava essere capoluogo di Comarca, sede dei Segreti e dei Preconservatori che, sotto la vigilanza dei Tribunali del Regio Patrimonio, riscuoteva i donativi, le regie imposte ed amministravano i beni dello Stato. Pertanto, la ricorrenza sarà stata organizzata nel migliore dei modi, avendo cura di tutte le iniziative possibili per vivacizzare la solennità dell'avvenimento.

La prima notizia certa dell'esistenza della Banda Musicale è rilevata da un brano dal volume "Castronovo di Sicilia tra Chiese e Feudi" di Don Onorio Scaglione, il quale riporta la ricorrenza delle funzioni del Venerdì Santo: "Nell'anno 1812-13 si sono notate spese per le funzioni del Venerdì Santo per la venuta di strumentisti da Acquaviva, da Alessandria, oltre a quelli locali e specialmente a G. Di Salvo Rappisi, quale Capobanda in Castronovo di Sicilia".

VITALE DA CASTRONOVO 919-994

(La Storia del Santo Abate costruttore)

 

Vitale "De Mennita" nacque nell'anno 919 a Castronovo di Sicilia, Città dell'antica Val di Mazara, le cui origini si perdono nella notte dei tempi. La famiglia "De Mennita" era di indubbia provenienza greco-bizantina. Il padre, Sergio, era un nobile e la madre, Crisofonica (dal greco "colei che dice parole d'oro"), doveva avere quella dolcezza e quella bontà che bene si addicevano al nome che portava. Educato religiosamente dai suoi genitori frequentò la scuola dei preti di rito greco che allora officiavano la matrice di Santa Maria dell'Udienza (nella quale era stato battezzato).

Attraverso la frequenza con quei Padri Basiliani, si formò in lui la vocazione allo stato religioso per cui dai genitori gli fu permesso di andare a bussare al Monastero Basiliano di Melia dove fu ricevuto. Il periodo di tempo che Vitale dedicò agli studi non dovette essere lungo, se le fonti della sua vita ci dicono che egli "molto frutto in breve raccolse".

Molto presto le ricchezze e gli agi del suo casato "De Mennita" si profilarono nella mente di Vitale nell'essenza della loro inutilità. Vitale, abbandonando le realtà del mondo: patria, genitori, ricchezze, avvenire, si diresse verso il Monastero Basiliano di San Filippo nella città di Agira, alle falde dell'Etna, fucina di molti famosi asceti calabro-siculi dei secoli IX e X, per iniziarsi alla vita monastica. Fu in questo Monastero che Vitale da Castronovo, nel fiore dei suoi anni, ricevette il "sacro ed angelico abito" monastico, votandosi senza riserva all'osservanza dei consigli evangelici...