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GLI UOMINI ILLUSTRI

EPICARMO

Poeta comico fondatore della commedia nato del 530 a.C. a Crasto. Infondate sono le notizie secondo le quali la Città natale di Epicarmo sia Siracusa, in quanto prove inconfutabili di autorevoli storici come Tucidide, Filemone, Apio, Filisto e Stefano di Bisanzio ci portano alla Città di Crasto. Molte delle sue commedie sono di argomento mitologico ma lo scopo di mettere in scena figure mitologiche era quello di ridicolizzare, sotto quella maschera, i vizi dei suoi compatrioti o coetani. Tra le principali commedie ricordiamo: Busiride, Ercole presso Folo, il Ciclope, le Sirene, Amico, i Comasti ad Efeso e il Cavallo di Troia. Altre commedie che prendono il titolo da argomenti di vita quotidiana sono: il Villano, le Ruberie (dove sono scherniti degl'indovini fraudolenti e si fa parola di sciagure che toccheranno alla Sicilia), Terra e Mare, la Festa e le Isole.

LAIDE

L'antica Crasto è ricordata dagli storici anche per la bellezza delle sue donne e rivendica quella Laide, di cui i Fenici tentarono più volte il rapimento e che pare che fosse stata uccisa da alcune donne invidiose. Il geografo Stefano aggiunge all'affermazione riguardo la bellezza di Laide "habet vero urbs pulcherrimas mulieres", prova inconfutabile che anche nel VII secolo Crasto esisteva nella geografia siciliana ed aveva ancora donne bellissime.

SAN VITALE (Patrono di Castronovo)

Nato nel 919 a Castronovo, da ricchi genitori, fu educato nelle lettere sacre nel monastero di Santo Stefano di Melia e successivamente prese l'abito monastico di San Basilio nel monastero di San Filippo di Agira. visse per 12 anni nella solitudine dell'Etna, successivamente si spostò tra Calabria e Basilicata e alla fine di fermò ad Armento, dove insieme a San Luca fondò un monastero presso Rapolla, dove morì il 9 Marzo 994. Dei molti prodigi che gli si attribuiscono in vita ed in morte è da notare quello del Monastero di S. Adriano, ubicato in San Demetrio Corone (CS), dove piombati i musulmani di Sicilia i frati fuggirono fuorchè San Vitale, cui fattosi incontro un saraceno dispettoso di non aver trovato denari voleva tagliargli la testa. Vitale fece un segno della croce e un fulmine strappò di mano la spada al saraceno uccidendolo, ma il Santo successivamente lo riportò in vita. Da lui fu restaurato il cenobio in detto Monastero di S. Adriano.

ARCIPRETE VITO MASTRANGELO (Storico locale)

Nacque nel 1698, compì i suoi studi nel Seminario di Girgenti e divenne ben presto Abate nella Chiesa degli Agonizzanti. Scrisse un lavoro in latino dal titolo: "De Notitia Sanctae Archipraesbyteralis Matris Ecclesiae Fidelissimae Civitatis Castrinovi, Vallis Mazzariae, Dioecesis Agrigentinae Regni Siciliae - 1750", depositato dal Tirrito nella biblioteca comunale di Palermo. Volendo con esso provare la collegiabilità antichissima e insigne della Chiesa Madre castronovese, si fa, senza quasi volerlo, a tesser la storia civile e religiosa, antica e contemporanea di Castronovo. Tirrito ne usufruì gran parte pur modificandone idee secondo l'esigenza della critica moderna e della storia. L'arciprete Mastrangelo morì il 12 Agosto 1762.

ANTONINO PEPI (Filosofo)

Nacque nel 1746, fu discepolo del De Cosmi il quale dirigeva a Castronovo le scuole normali. Alla sua morte, che avvenne nel 1811, il corpo venne sepolto nella Chiesa di San Francesco. Unica memoria di lui in Castronovo sono la Piazza che prese il suo nome e nella quale sorge la sua casa (ora sede della Società Operaia). Fra le opere da lui lasciate ricordiamo: L'inegualità naturale fra gli uomini, con la quale confutò l'opera del Rosseau, e Ricerche sulle idee metafisiche degli antichi popoli.

GIUSEPPE COLOMBO (Attore Teatrale)

Attore siciliano d'impareggiabile comicità nella maschera di Pasquino. Nacque a Castronovo di Sicilia nel 1783. Esordì a Partinico nel 1811 in una sua riduzione in vernacolo del Bugiardo del Goldoni con la compagnia di un tal Bonajuto. Nel 1824 entrò a far parte della prima compagnia siciliana “stabile”, costituita a Palermo dall’attore Mario Marotta, che rappresentava in un teatrino rustico eretto in legno nel Piano della Marina (odierno Foro Italico). Dopo lo scioglimento di essa, Colombo riunì gli attori superstiti in una compagnia da lui diretta e nella quale, per la prima volta negli annali del teatro dialettale siciliano apparve un’attrice nei ruoli femminili, la signorina Zinelli, che diventò presto “prima attrice”, (sino ad allora i personaggi femminili erano stati interpretati da attori travestiti). Si esibì per la prima volta al “Comunale” di Catania nel marzo del 1836 con la sua compagnia comica siciliana. Giuseppe Colombo fu il più grande Pasquino che il teatro siciliano abbia avuto. I suoi lazzi erano diventati subito popolarissimi. Poi la sua fama varcò i confini della Sicilia per diffondersi nella capitale del regno borbonico. A Napoli, dove si stabilì nel 1842, Giuseppe Colombo deliziò per lunghi anni le folle del “San Carlino” di Largo Castello, dove debuttò da protagonista in due commedie di sua invenzione: Pasquino lustrascarpe e Pasquino ladro in campagna e galantuomo in città. La sua lunga carriera teatrale fu una serie continua di trionfi.

AVV. LUIGI TIRRITO (Storico)

Nacque a Castronovo nel 1801 da una famiglia di agricoltori. Sin da ragazzo manifestò i segni d'ingegno e di forte memoria; imparò a leggere e scrivere presso un sacerdote paesano il quale lo istruì a tal punto da portarlo al posto di potersi da solo perfezionare negli studi letterari e storici, finchè non ancora ventenne potevasi dire un uomo di studi completo. Venne preso di mira dalle nobiltà della Città, che volevano levarsi di torno un valente figlio della democrazia che sempre più spiccava. Diventò difensore presso il locale Giudicato del circondario. combatteva difendendo i diritti della povera gente. Attuatosi il Codice Civile delle Due Sicilie, il Tirrito se ne rese padrone, e nel Giudicato ottenne successi continui a danno dei nobili del paese. Il suo primo lavoro, che lo mise in rilievo presso i cultori di Storia Patria, fu "Il saggio storico sulla vita e sulle opere di Epicarmo"; a questo lavoro seguirono la legge del contenzioso dei dazi indiretti e del dazio sulla macinazione dei garni, con osservazioni critico-legali sulla produzione e riscossione di tale dazio. Nel 1864 fu eletto Consigliere Provinciale. A favore di Castronovo pubblicò le seguenti memorie: Sulla scelta della sede di un ufficio di Registro in Castronovo; Sul reclamo del Consiglio Comunale di Castronovo per la delimitazione territoriale; Per la Parrocchiale Matrice Chiesa di Castronovo contro l'Intendente di Finanza di Palermo; Statuto, Capitoli e Privilegi della Città di Castronovo approvati dal re Martino e pubblicati negli atti della Società di Storia Patria nel 1878. Ma il lavoro magistrale che ha fatto rifulgere Castronovo e il nome dell'autore è quello: "Sulla Città e Comarca di Castronuovo di Sicilia". Nel 1880 fondò a Castronovo la Società Operaia di mutuo soccorso. Nel 1886 moriva a Palermo, mantenendo inalterati i sentimenti e i principi di devozione verso la Patria e verso i concittadini.

GIUSEPPE TRAINA

Pittore, discepolo del Velasquez. Sono sua opera gli affreschi nella volta della Chiesa di San Francesco. Una via di Castronovo porta il suo nome.

ANTONIO MESSINA

Stuccatore egregio, allievo del Serpotta. Le sue opere si possono ammirare in tutte le Chiese di Castronovo.

ANTONINO GIORDANO

Scultore, autore della statua di San Vitale, della bara del SS. Crocifisso e di altri pregevoli lavori (il coro della Chiesa Madre e il Pulpito-Confessionale).

TIRRITO VITTORIO GIUSEPPE

(Piddu Berletti)

Poeta dialettale Castronovese

Tirrito Vittorio Giuseppe è nato a Castronovo di Sicilia il 23 dicembre 1868 da Antonino e Rosa Nocera. E' deceduto a Palermo il 15 luglio 1938.

Poeta dialettale. Le sue poesie (quelle che sono state conservate e sono arrivate sino a noi), sono state raccolte in un volume patrocinato dal Comune di Castronovo di Sicilia dal titolo"Piddu Berletti" Ciabattino per necessità, poeta per vocazione del dicembre 2002. Secondo il mio punto di vista una delle più belle poesie scritte da lui è quella dedicata alla lacrimazione della Madonna Addolorata avvenuta a Castronovo di Sicilia il 20 Marzo 1931 in casa Conti. La poesia è scritta in italiano e recita testualmente:

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FRA VITALE LINO

Al secolo Lino Francesco, nacque a Castronovo il 13 Settembre 1868 da una famiglia di agricoltori. All'età di diciotto anni il Signore fece sentire la sua chiamata e Francesco partì per Palermo dove divenne Frate Cappuccino. Il Signore operò molte meraviglie per sua intercessione. Fra Vitale chiese ed ottenne dai Superiori il trasferimento nel suo Convento di Castronovo per poterlo restaurare e aprirlo (perchè era da tempo abbandonato). Il Convento di Castronovo riaprì nel 1932 grazie a Fra Vitale Lino. Molte sono le testimonianze di grazie operate da Fra Vitale. Si auspica l'apertura di un Processo per valutare la possibile ascesa agli onori degli altari dell'umile Frate Cappuccino. Morì in concetto di santità nel Convento dei Cappuccini di Palermo il 13 Febbraio 1960. I suoi resti mortali nel 1986 sono stati trasferiti al Cimitero Comunale di Castronovo ed in seguito, dal 27 Maggio 2000, in un cantuccio del suo amato Convento di Castronovo, in un sarcofago realizzato con il prezioso marmo giallo del Kassar, sotto lo sguardo vigile di Santa Maria la Bagnara e del Serafico Padre San Francesco.

AVV. GIOVANNI BUTTACAVOLI

"La politica è l'arte di governare i popoli e io direi di servirli, un gioco a cui bisogna stare. Coloro che non ci stanno sono fuori seminato e la loro arma non è la democrazia vera, ma la congiura, l'arma dei vili, una sparuta oligarchia di menti cieche ed ottuse che vogliono prevaricare ad ogni costo" .

 

Giovanni Buttacavoli nasce l'8 febbraio del 1905 a Castronovo di Sicilia. Nel 1921, studente ginnasiale a Termini Imerese, è accusato di avere rapinato ed ucciso un compagno di scuola che, in realtà, ha derubato il padre ed è scappato per darsi alla bella vita. Subisce torture e carcerazione finché il compagno si rifà vivo. Studente universitario, antifascista, aderisce al socialismo, conosce i leader del partito ed intesse una corrispondenza epistolare con Pietro Nenni. Nel 1929 si laurea in giurisprudenza ed inizia l'attività professionale. Dall'agosto del 1944 all'ottobre del 1946 è sindaco di Castronovo di Sicilia. Il 5 ottobre 1946, durante il discorso di commiato alla popolazione allo scadere del mandato, è oggetto di un attentato che miete una vittima e numerosi feriti. Negli anni '50 si trasferisce a Palermo dove muore il 2.5.1988.

SERVO DI DIO PIETRO DI VITALE Seminarista, Terziario francescano

Castronovo di Sicilia, Palermo, 14 dicembre 1916 – 29 gennaio 1940

Pietro Di Vitale, nativo di Castronovo di Sicilia in provincia di Palermo, trascorse la sua esistenza tra il suo paese d’origine e il Seminario arcivescovile di Palermo. Iscritto all’Azione Cattolica e membro del Terz’Ordine francescano, intraprese gli studi per il sacerdozio con generosità, avendo come mira la santificazione propria e quella degli altri. All’inizio della seconda liceo gli si presentarono i sintomi di una sindrome dolorosa da enterogastroptasi, che lo consumò lentamente. Offrendo la sua vita e la mancata realizzazione del suo grande desiderio, Pietro si spense il 29 gennaio 1940, a 23 anni. Il nulla osta per l’apertura della sua causa di beatificazione è giunto il 14 luglio 1988, mentre la fase diocesana è stata convalidata il 25 ottobre 1996. I suoi resti mortali sono conservati presso la Chiesa Madre della Santissima Trinità a Castronovo di Sicilia, sua parrocchia d’origine.

ANTONIO PIZZUTO Palermo, 14 maggio 1893 – Roma, 23 novembre 1976 (Scrittore)

Nasce in una famiglia ricca e dotta, formata dal padre Giovanni, avvocato e proprietario terriero, e dalla madre Maria, poetessa. Il suo percorso di studi inizia nella scuola Vittorino da Feltre e prosegue nel ginnasio Meli e nel liceo Vittorio Emanuele II, dove ebbe l'occasione di conoscere Salvatore Spinelli. Dopo essersi laureato in giurisprudenza nel 1915 e in filosofia nel 1922 all'Università di Palermo fa carriera nella pubblica amministrazione, a cominciare dalla Scuola di Polizia Scientifica fino a diventare vicequestore di Trento, questore di Bolzano e di Arezzo e infine vicepresidente della Commissione internazionale di polizia criminale (Interpol) con sede a Vienna e soggiorni in Francia, Inghilterra, Germania. Nel 1950 va in pensione, stabilendo la propria residenza a Roma. Traduttore dal greco e latino, Pizzuto è stato anche un profondo conoscitore della lingua inglese, francese e tedesca, da cui ha tradotto un'opera di Kant. Si è dedicato anche alla stesura di molti romanzi e ad alcune traduzioni. Inizia la sua carriera di narratore nel 1912, quando pubblicò la novella Rosalia. Nel 1938, con lo pseudonimo di Heis, pubblica il suo primo romanzo autobiografico, Sul ponte di Avignone. La sua vera nascita come scrittore arriva solo dopo la pensione con la stesura delle Memorie di un questore e le collaborazioni per il periodico Polizia Moderna, per la quale scrive racconti e saggi, e con la rivista filosofica Sophia dove pubblica recensioni e traduzioni. Nel 1959 pubblica Signorina Rosina grazie all'appoggio di Romano Bilenchi e Mario Luzi. I suoi scritti, in un primo tempo di carattere più o meno marcatamente autobiografico, sono ricchi di citazioni colte e di novità lessicali e si liberano progressivamente dalle regole temporali, sintattiche e grammaticali che caratterizzano la documentazione storica. Riproduce anche il flusso di coscienza, già impiegato da tanti scrittori del Novecento. La sua opera è stata apprezzata, tra gli altri, dal filologo e critico Gianfranco Contini, al quale era legato da una profonda amicizia.

Alcune delle pubblicazioni di Antonio Pizzuto

  • Sinfonia
  • Ultime e Penultime
  • Ravenna
  • Signorina Rosina
  • Si Riparano Bambole
  • Paginette
  • Cosi'
  • Oboe e Clarino
  • Pagelle
  • Lettere
  • Ho scritto un libro...
  • Se il pubblico sapesse...
  • Testamento
  • Narrare

JOSEPH PICONE

Joseph Picone e' nato a Castronovo di Sicilia da dove il padre, Giusto Picone, emigro' in America poco dopo l'avvento del fascismo. A Castronovo, Joseph incomincio' a lavorare da apprendista sarto ad 8 anni. Erano tempi tristi: affronto' sin da allora angustie e privazioni, sognando pure lui di partire per gli Stati Uniti. Arrivato a New York con ''due lire in tasca'', nell'arco di una ventina d'anni divenne il ''re dell'abbigliamento femminile''. L'industria, creata insieme ad un altro giovane intraprendente americano (Charles Evans), sfoggia ancora oggi la prestigiosa insegna della ''Evan-Picone'' che conquisto' il mercato degli Stati Uniti. Tra le sue opere piu' importanti di beneficenza vogliamo ricordare: Nel 1960 restauro' la Chiesa Madre, la Chiesa di San Vitale e l'antico pozzo della Rupe. Ma l'opera piu' importante di cui ando' fiero Joseph fu la costruzione della scuola materna che porta ancora oggi il nome di sua madre ''Rosaria Picone''. Mori' nella sua casa di Manhattan il 23 giugno 2001 a 83 anni.

 

GIUSEPPE INFANTINO

Nato a Castronovo di Sicilia il 10 giugno 1924, rinomato artigiano ed artista del ferro. Il 10 giugno 1960 si costruì da solo un'autovettura per poter partecipare alla gimkana di Vicari. Pregevoli sono le sue opere in ferro battuto di cui alcune sono esposte nella Chiesa Madre di Castronovo di Sicilia e nella Città di Venaria Reale (TO). Tra le sue opere più pregiate ricordiamo: Stemma di Castronovo di Sicilia, Stemma di Venaria Reale (Donato al Comune di Venaria Reale - TO), Stemma del Fonte Regio, Fonte Kassar (detta la vasca), Chiesa di San Pietro (dove il 10 luglio 1391 si tenne la prima seduta del Parlamento siciliano), Chiesa dell'Udienza, Veduta del Colle San Vitale, ruderi del mulino a vento arabo, Stemma della Chiesa Madre, Ponte vecchio (1555), Stemma dei carabinieri, (dono fatto dal Sig. Infantino Giuseppe all'arma dei Carabinieri di Monreale, per mani del Colonnello Maurizio Stefanizzi in ricordo dei caduti di Nassiriya - 12 novembre 2003). Alcuni dei suoi lavori (alcuni candelabri) sono stati donati alla chiesa di San Vitale e alla chiesa Madre. Alla famiglia lascia anche una Fiat 500 da lui allestita internamente sino a contenere la caffettiera, l'aria condizionata e il parchimetro. Ci ha lasciati di recente il 23 Marzo 2014. Lo ricorderemo sempre come Artista ben apprezzato da tutti e come Gentiluomo.

Alcune delle opere di Giuseppe Infantino

  • Stemma citta' di Castronovo di Sicilia (1988)
  • Stemma citta' di Venaria Reale (1988)
  • Stemma Chiesa Madre (1991)
  • Stemma araldico famiglia Passavanti
  • Stemma dei carabinieri (Donato all'arma dei carabinieri di Monreale)
  • Stemma araldico dei carabinieri
  • Chiesa di San Pietro (1993)
  • Chiesa dell'Udienza (1995)
  • Stemma Fonte Regio (1995)
  • Fonte Kassar - la vasca (1992)
  • Ponte vecchio (1992)
  • Veduta colle San Vitale (1995)
  • Ruderi mulino a vento (1995)
  • Vaso con fiori
  • Crocifisso stilizzato
  • Candelabro donato alla Chiesa Madre
  • Diploma partecipazione gimkana di Vicari (1960)
  • Macchina autocostruita (1960)
  • Giuseppe Infantino
  • Giuseppe Infantino

CAV. GIUSEPPE BENINCASA

Contemporaneo. Nato a Castronovo di Sicilia il 23 ottobre 1922. Ebbe un’infanzia sofferta. Penultimo di una famiglia numerosa (dieci figli), venne ricoverato all’età di sette anni in un ospizio di beneficenza (S. Martino delle Scale), e ne usci’ a diciott’anni per espletare il servizio militare, prima in Albania e dopo in Grecia a Cefalonia. E’ uno dei pochi superstiti dell’eccidio di Cefalonia operato dai tedeschi in quella martoriata isola dello Ionio. A Castronovo da tutti e conosciuto come ‘’u zu’ Pippinu Benincasa’’, egli e’ conosciuto per la sua estroversia, per la sua simpatia e per la sua bonta’. Ogni anno a sue spese porta ai bambini delle scuole di Castronovo dei doni, per il periodo natalizio, travestendosi lui stesso da ‘’Babbo Natale’’. E’ stato un suonatore di tromba ricercato (fratello del M° Rutilio Calogero Benincasa), e un rinomato artigiano falegname e intarsiatore del legno. Tra le altre passioni che lo contraddistinguono vi e’ la passione per la poesia in dialetto. Tante le sue poesie edite ed inedite scritte anche con l’appellativo di ‘’Peppi Feli’’. Di recente (il 2 giugno 2012) gli e’ stato assegnato dal presidente della Repubblica Giorgio Napolitano (e controfirmato dal presidente del Consiglio Mario Monti), il titolo di Cavaliere al merito della Repubblica Italiana. A motivare la scelta l’insieme degli aspetti che fanno di Benincasa un personaggio illustre del paese: primo fra tutti l’essere fra i pochi reduci dell’eccidio di Cefalonia e poi la sua militanza fra i partigiani, e il suo essersi distinto in Sicilia e negli Stati Uniti dove è emigrato per la sue grandi doti nel lavoro, nella musica, nell’arte e nella poesia. Le sue pubblicazioni piu’ importanti sono: Taliu e penzu – Raccolta di poesie – Edizione Societa’ Operaia Luigi Tirrito; ‘Ngiurii e piecchi Castrunuvisi – a cura di Mario Liberto - Edito dalla ISPE Archimede e dall’Associazione Culturale Kassar di Castronovo di Sicilia; Puncigliuna di Spinapuci – Poesie – Edito dal Comune di Castronovo di Sicilia (Assessorato alle Politiche Culturali); Memorie di Cefalonia – a cura di Francesco Licata e Mario Liberto – Edito dall’Associazione Culturale Kassar di Castronovo di Sicilia.

Pubblicazioni di Giuseppe Benincasa

  • Taliu e Penzu
  • 'Ngiurii e piecchi Castrunuvisi
  • Puncigliuna di Spinapuci
  • Memorie di Cefalonia